Ancora una volta, la Spagna non gioca in difesa su Ceuta. Al termine della videocall straordinaria dei ministri dell'Interno europei sulla crisi dell'enclave, Fernando Grande-Marlaska, l’omologo a Madrid di Matteo Piantedosi, ha risposto (di nuovo) alla decisione del governo Meloni di porre limiti agli accordi transfrontalieri tra i due Paesi: "Non ho compreso la chiusura di Schengen da parte dell'Italia, mi è sembrata totalmente priva di necessità e proporzionalità. Non c'è stato alcun rischio di movimento secondario, avendo Ceuta un regime speciale. E la stessa Frontex ha riferito che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio”. Poi, un’altra stoccata implicita a Roma: "Noi riceviamo movimenti secondari di persone che dall'Est entrano in Spagna e non poniamo i controlli interni nello spazio Schengen”. A corroborare la posizione spagnola è arrivato anche il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner: "Il ministro spagnolo ha confermato che la situazione è sotto controllo, che nessuno si è effettivamente spostato sulla terraferma spagnola e che l'area Schengen non è stata colpita”. Per poi asserire, cercando di chiudere il capitolo, che "l'Europa ha superato decisamente questo test”.