"Secondo la nuova classificazione di Alto rischio idrogeologico, l’area ex Sapaba è ubicata in fascia B (fascia di esondazione) del Pai (Piano di assetto idrogeologico) del Po e in area allagabile P3 (alluvioni frequenti) del Pgra (Piano di gestione del rischio di alluvioni)". La rivelazione viene dall’Area tecnica che, per l’Autorità di bacino del Po della Regione Emilia-Romagna, valuta e gestisce i rischi idraulici e geologici. E del rischio di esondazioni delle aree dell’ex Sapaba che insistono in sinistra Reno, se ne è avuta prova nelle due grosse alluvioni del 17 maggio 2023 e del 24 ottobre 2024, quando rimasero tutte allagate, compresa via Ronzani che le costeggia. Su quelle aree a gennaio scorso il Comune di Casalecchio aveva varato un piano di opere di urbanizzazione (strade, fogne, acquedotti e altri sottoservizi) in vista delle licenze di costruzione di almeno 250 alloggi. Adesso arriva un sostanziale stop della Regione, impegnata nell’esame delle 800 osservazioni alla variante Pai, adottata a metà dicembre scorso ed in via di approvazione definitiva entro l’anno.

"Finalmente – esulta Simona Larghetti, capogruppo Avs in Consiglio regionale – i vincoli di pianificazione approvati dall’Autorità di Bacino lo dichiarano con chiarezza. Non avevamo mai smesso di preoccuparci che quel progetto residenziale nell’ex Sapaba si sarebbe sviluppato in una zona a rischio alluvionale. La classificazione in fascia B di quelle aree dice che non si può costruire nemmeno con prescrizioni se si è fuori dal centro edificato". "Sarebbe stato folle costruire nell’area Sapaba alla luce dei cambiamenti climatici", è stato il commento in casa Centrosinistra per Casalecchio, lista civica di opposizione. Informato sin dal principio, il sindaco Matteo Ruggeri si smarca rispetto ai proprietari delle aree. "Attendiamo fiduciosi la decisione dell’Autorità di bacino del Po – afferma –: sappiamo tutti a chi appartengono le aree dell’ex Sapaba e quali sono i poteri economici alle spalle. Come sindaco ritengo che la bussola debba essere la sicurezza del territorio e il bene della cittadinanza. Attendiamo con fiducia la conclusione dell’iter del Pai e nel rispetto delle regole non temiamo certamente decisioni che potrebbero scontentare qualcuno. Il milione e 800mila euro di oneri di urbanizzazione già incassati prima della conclusione dell’opera è stato da tempo accantonato e siamo pronti a restituirlo. Un’operazione poco prudente, quella messa in atto dalle amministrazioni precedenti e che legano quelle successive. La mia, in questo caso".