Un vero e proprio ‘terremoto’ urbanistico. La nuova mappa dell’Autorità di Bacino sulla pericolosità da alluvione ridisegna la piana di Scandicci. Il documento aggiorna gli scenari di rischio sulla base di nuovi studi idraulici e delle più recenti conoscenze sugli effetti degli eventi meteorologici estremi indicando tre classi di pericolosità. Il quella più elevata (la 3: evento frequente o con tempo di ritorno fino a 50 anni) il vincolo è molto severo. Di base sono vietate nuove costruzioni che aumentino il carico antropico, per gli edifici esistenti sono spesso ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria o restauro. Scandicci, che ha la piana lungo l’Arno e il cuore della città lungo la Greve, risente moltissimo di questa nuova classificazione. Il progetto di variante è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 maggio scorso; da allora ci sono sei mesi per presentare osservazioni da parte dei diretti interessati, ma la partita è tanto aperta quanto complicata.

Quali sono le zone più ‘pericolose’ in base alla nuova mappa? Le cartografie mostrano come il principale elemento di criticità resti il sistema costituito dal fiume Greve e dalla piana compresa tra Firenze, Scandicci, Lastra a Signa e Signa. In particolare la fascia che segue il corso della Greve da Casellina verso Ponte a Greve appare come uno dei corridoi idraulici più sensibili dell’intero territorio comunale. Nella tavola relativa all’area urbana emerge infatti una vasta zona interessata dagli scenari di pericolosità che comprende il quadrante tra via dei Rossi, via Vito Frazzi, viale Aldo Moro e viale Pietro Nenni, arrivando fino al confine con Firenze.