Alessandro Delpiano è segretario generale dell’Autorità di Bacino del fiume Po, l’ente che è stato incaricato dal Governo di redigere il Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico della Romagna, abbreviato spesso semplicemente in una sigla: Pai Po. Tanti gli chiedono chiarimenti, in particolare a Villafranca, lungo il fiume Montone.
Delpiano, secondo il Pai Po il Montone in pianura ha una capacità di 300-310 metri cubi al secondo. Ci si chiede perché risulti ridotta del 30-40% rispetto ai vecchi piani.
"Le misurazioni che risalgono a più di 20 anni fa sono fatte con una strumentazione e una capacità analitica notevolmente differente e meno precisa rispetto a oggi. Il rilievo fatto adesso con le tecnologie moderne, oltre all’esperienza accumulata in questi anni, porta a dati molto più affidabili".
Qualcuno ha ipotizzato che la riduzione dipenda dalle golene sedimentate e piene di alberi: non è quella una riduzione significativa della portata?
"Il piano prevede interventi sul recupero delle golene, sul rifacimento degli argini, sulla gestione del verde all’interno della golena e dell’albero fluviale. Questi interventi sono importanti, fanno recuperare alcune decine di metri cubi al secondo, ma non sono significativamente sufficienti per tenere il territorio in sicurezza. Abbiamo bisogno di fare anche altre opere, non basta solo la pulizia, l’ampliamento delle golene, degli alvei. Il territorio del Montone ha talmente bisogno di intervento che è stato persino previsto, ed è uno dei pochissimi casi, l’allargamento degli argini stessi in alcuni tratti".









