Un’altra meravigliosa storia di quel che l’intelligenza artificiale non riesce a fare e la bambina Elena, 6 anni, sì. Ne vado pazza. Le colleziono da quando ho scoperto che non esiste un robot in grado di piegare una t-shirt gualcita. Una t-shirt presa dal cesto dei panni da stirare. I migliori scienziati del mondo ci stanno lavorando ma niente, non la capisce, non la riconosce.
Per ora, lo so. Non dubito che tra pochissimo l’IA riuscirà a fare qualsiasi cosa meglio di noi, così potremo dedicarci completamente ad eliminarci a vicenda ed estinguerci senza altre inutili distrazioni tipo lavorare, andare a scuola, procacciarci del cibo. Ma dicevo.
Un designer di nome Eric Lu ha progettato un font, un carattere tipografico, che possono leggere solo gli umani. L’IA non ci riesce. È un’illusione ottica basata sul movimento (dunque sul tempo, grande scultore) che l’occhio decifra, la macchina no.
Quindi, se la bambina Elena vede uno schermo in cui in mezzo a milioni di puntini che salgono ce ne sono alcuni che scendono e quelli, mentre scendono, formano una parola — poniamo: ciao — lei quella parola la legge benissimo. Cioè: prima la vede, poi la legge. L’intelligenza artificiale non la vede perché analizza il video fotogramma per fotogramma e se togli il movimento, da quella parola fatta di puntini in movimento, restano solo puntini fermi e la parola scompare: non si legge.









