di

Alessandra Coppola

Da lunedì lo chef dei famosi è in stato di fermo e risponde punto per punto a un dossier nutrito di accuse per «violenza domestica». La difesa: chiarirà

DALLA NOSTRA INVIATAPARIGI Era iniziata con una macedonia, è finita con un pasticcio giudiziario e mediatico dal quale — comunque vada — la carriera stellare di Jean Imbert è difficile che rimonti. Da lunedì in stato di fermo (presumibilmente fino ad oggi), lo chef dei famosi sta rispondendo punto per punto a un dossier nutrito di accuse per «violenza domestica»: almeno tre delle sue ex compagne, tra cui una Miss Francia, l’hanno denunciato per botte e umiliazioni a partire dal 2012.

Imbert s’è presentato spontaneamente al commissariato del 16esimo arrondissement di Parigi, tra la Senna e il Bois de Boulogne, la cartellina sotto al braccio e la difesa di una delle regine del foro francese, Jacqueline Laffont (che è stata legale anche dell’ex presidente Nicolas Sarkozy): «L’assistito si è recato all’udienza con molti documenti e prove — la nota dell’avvocato —, elementi solidi che sostengono la sua versione dei fatti. Intende rispondere a tutte le domande degli inquirenti». La strategia è mostrare totale disponibilità, e contestualizzare le accuse (pesanti) ricostruendo l’ambito in cui gli «scontri» sarebbero avvenuti.