La richiesta (l’ennesima) di un rinvio e di un incontro, insieme all’ipotesi di uno sciopero in autunno. Nel giorno in cui il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto attuativo della riforma Foti, i magistrati contabili lanciano l’estremo appello a fermarsi e a non esercitare la delega approvata a Capodanno almano sui punti più controversi. “Il governo mediti adeguatamente l’adozione di questo decreto, che incide sull’esercizio delle funzioni e rischia di minare l’indipendenza e l’autonomia della magistratura”, avverte Donato Centrone, presidente dell’Associazione magistrati della Corte dei conti (Amcc), in una conferenza stampa convocata d’urgenza a Roma. Il riferimento è soprattutto alle norme che riorganizzano gli uffici di procura, introducendo una rigida separazione delle funzioni (divieto di passaggio diretto da giudicante a requirente) e aumentando a dismisura i poteri del procuratore generale: da Roma il vertice dei pm contabili potrà accedere in tempo reale agli atti d’indagine delle Procure regionali, avocando i fascicoli (cioè appropriandosene) quando violano i criteri direttivi; inoltre, i procuratori regionali dovranno sottoporre alla sua firma gli atti di accusa nei confronti degli amministratori locali per danni superiori a dieci milioni di euro. Un disegno simile a quello che ispirava la riforma costituzionale della magistratura ordinaria, bocciata al referendum di marzo. Per questo l’Amcc chiede alla premier Giorgia Meloni “di sospendere l’esame” del decreto, “consentendo a tutti gli attori istituzionali coinvolti, a partire dalla ripresa dei lavori a settembre, una adeguata meditazione e riflessione su questo testo”.
Corte dei conti, in Cdm l'attuazione della riforma Foti. I magistrati: "A rischio la nostra autonomia, valutiamo lo sciopero"
Le toghe contabili lanciano l'estremo appello al governo perché non eserciti la delega













