Roma, 4 ago. (askanews) – Nonostante il primato produttivo della filiera apistica italiana, con 44mila tonnellate di miele prodotte nel biennio 2023-2024, il comparto è alle prese con una crisi di redditività connessa all’aumento dei costi produttivi, come ha evidenziato il Crea nel rapporto “Honey Cost”. Criticità che non nasconde neanche il segretario generale di Miele in Cooperativa Riccardo Terriaca per il quale “i modesti miglioramenti produttivi delle ultime due campagne non sono in alcun modo sufficienti a compensare le criticità di una filiera che ha visto solo l’anno scorso perdere, come ha rilevato il Crea, oltre 11 mila alveari per via degli effetti del cambiamento climatico”.

Accanto ai costi operativi, tuttavia, la “vera emergenza dell’apicoltura italiana” è secondo Terriaca la concorrenza sleale esercitata dal miele proveniente dai Paesi terzi. “La mancanza di reciprocità sotto il profilo sanitario, ambientale, etico e della sicurezza alimentare – spiega il Segretario di Miele in Cooperativa – penalizza gravemente le imprese europee, favorendo l’ingresso sul mercato di prodotti a prezzi insostenibili per gli apicoltori italiani”.

È sufficiente ricordare che il prezzo medio del miele importato nell’Unione europea è pari a 1,81 euro/kg, a fronte di un costo medio di produzione europeo superiore a 5,40 euro/kg.