- Dilaga la crisi di redditività nell'apicoltura italiana ma la vera emergenza è la concorrenza sleale esercitata dal miele proveniente dai Paesi terzi che hanno costi di produzione inferiori di quasi il 200%. A lanciare l'allarme è il segretario generale di Miele in Cooperativa, Riccardo Terriaca confermando le criticità del settore analizzate nel rapporto del Crea Honey Cost.

"I modesti miglioramenti produttivi delle ultime due campagne - spiega Terriaca - non sono in alcun modo sufficienti a compensare le criticità di una filiera che ha visto solo l'anno scorso perdere, come ha rilevato il Crea, oltre 11mila alveari per via degli effetti del cambiamento climatico". Per il segretarioo "la mancanza di reciprocità sotto il profilo sanitario, ambientale, etico e della sicurezza alimentare, penalizza gravemente le imprese europee, favorendo l'ingresso sul mercato di prodotti a prezzi insostenibili per gli apicoltori italiani".

Secondo l'associazione, infatti, il prezzo medio del miele importato in Ue è pari a 1,81 euro/kg, a fronte di un costo medio di produzione europeo superiore a 5,40 euro/kg, pari ad un aumento di circa il 198,3%.

A peggiorare la situazione contribuiscono gli accordi commerciali con Mercosur, Ucraina e Messico, che consentiranno l'ingresso nel mercato europeo di oltre 110mila tonnellate di miele esente da dazi. Un flusso destinato ad aumentare la pressione sui prezzi, con inevitabili ripercussioni sulla redditività delle imprese, sulla qualità dei prodotti e sulle garanzie offerte ai consumatori.