di
Roberto Pezzali
Il PUN supera i 197 euro/MWh e il mercato di oggi ha già fissato il prezzo di domani a oltre 207 euro. Il caldo aumenta la domanda di elettricità mentre siccità e temperature dei fiumi limitano la capacità di alcune centrali. Tutta Europa ha problemi con l’acqua di raffreddamento.
"È estate, fa caldo ma c’è il sole: grazie alle rinnovabili, soprattutto al fotovoltaico, il prezzo della corrente scende". Questo è il pensiero di molti, ma purtroppo non è così: il caldo eccezionale di queste settimane non sta facendo soltanto aumentare il consumo di elettricità per i condizionatori, ma sta anche mettendo, soprattutto in Italia, sotto pressione una parte della capacità di generazione. L’Italia non è la sola ad avere problemi: tutta Europa sta registrando problemi analoghi dovuti soprattutto a fiumi con poca acqua che non è sufficiente a gestire il corretto raffreddamento delle centrali termoelettriche. In Francia, Ungheria e Romania la disponibilità di acqua sta creando problemi anche al nucleare.
Il risultato è ben visibile sul sito del GME: lunedì 3 agosto il PUN Index GME ha raggiunto 197,71 euro/MWh di media giornaliera, il valore più alto dal 23 gennaio 2023, nel pieno della crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. E la pressione non sembra essersi esaurita: oggi il mercato ha fissato a 207,84 euro/MWh il prezzo medio dell’elettricità per la giornata di mercoledì 5 agosto. A spingere i prezzi non è soltanto la domanda legata ai condizionatori o alle auto elettriche (decine di migliaia di turisti che si spostano), ma al fatto che alcune centrali a gas raffreddate con l’acqua del Po sono state costrette a fermarsi a causa dei livelli idrometrici troppo bassi, problema già verificatosi nell’estate 2022.














