A giugno il Prezzo unico nazionale (Pun), ovvero il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, ha superato i 130 euro al MWh, ma al sud e nelle isole il prezzo è crollato nelle ore di sole. Il dato è contenuto nell’analisi di Italia Solare riguardo il periodo marzo-giugno 2026 - contenuta nel nuovo report trimestrale dedicata al mercato elettrico – in cui si evidenzia il primato italiano in Europa per prezzi spot dell'energia in Europa e il fatto che i prezzi zonali sono appunto inferiori a 20 €/MWh fino al 10% delle ore del trimestre nelle zone Sud, Calabria, Sardegna e Sicilia.

Il monitoraggio internazionale effettuato dall’associazione del settore fotovoltaico conferma che l’Italia mantiene costantemente l’andamento del prezzo mensile dell'energia più elevato d’Europa rispetto ai mercati di riferimento come Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Norvegia e Svezia. Questo differenziale strutturale (o delta prezzi) è storicamente legato al mix energetico nazionale, caratterizzato da un’elevata dipendenza dalle importazioni di gas naturale per la copertura della quota termica flessibile del carico, diversamente da mercati che beneficiano di un volume cumulato di rinnovabili che abbassa i prezzi spot dell’energia.