Roma, 4 agosto 2026 – Due esoneri contributivi, uno rivolto alle madri con almeno tre figli e l’altro ai giovani intrappolati nei contratti a termine. L’Inps rende operative due misure diverse unite dalla stessa scelta: ridurre il costo del lavoro dove il mercato italiano mostra le fratture più profonde, l’occupazione femminile e la stabilità degli under 35. Sono incentivi alle imprese: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi per rendere più conveniente assumere o trasformare un rapporto precario in un posto permanente.
Fino a 8 mila euro per le madri
La circolare 82 attua l’esonero previsto dalla legge di Bilancio 2026 per i datori privati, comprese le imprese agricole, che dal primo gennaio assumono donne con almeno tre figli minorenni e senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Lo sgravio copre il 100 per cento dei contributi datoriali, esclusi i premi Inail, fino a 8 mila euro l’anno. Dura dodici mesi per un contratto a termine, diciotto se viene trasformato e ventiquattro per un’assunzione a tempo indeterminato. Restano fuori pubbliche amministrazioni, lavoro domestico e apprendistato. La domanda passa dal modulo “ELM3” nel Portale delle agevolazioni. L’Inps verifica requisiti e disponibilità finanziaria; dopo l’autorizzazione, l’impresa può recuperare anche le quote maturate nei mesi precedenti. La platea è selettiva: non riguarda tutte le madri, ma il rientro al lavoro di donne con carichi familiari elevati.










