Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa fragilità dei confini e lo spettro di un’immigrazione incontrollata sono tornati in primo piano con le immagini arrivate da Ceuta, che hanno anche provocato bisticci in sede europea e rinfocolato il dissidio tra Spagna e Usa. Oggi si terrà un confronto tra i leader Ue. Ma al di là dei pur necessari provvedimenti immediati sarebbe sbagliato non guardare oltre le iniziative-tampone, ovvero in che modo favorire e accelerare lo sviluppo dell’economia africana, in modo da depotenziare la spinta dei giovani a lasciare il Continente. Tra l’altro la crescita del livello di vita risulterebbe pure un’opportunità per il sistema produttivo europeo, alla ricerca di nuovi mercati. Entro il 2050, su

Su quattro abitanti del pianeta, uno sarà africano poiché la popolazione raggiungerà i 2,4 miliardi (quanto Cina e India messe insieme oggi) e questo comporterà un’enorme domanda di beni alimentari, di servizi e di alloggi.

L’Italia ha messo in campo il Piano Mattei, che potrebbe avere un impatto più significativo se fosse adottato dall’Ue. Proprio l’Europa, chiamata in causa sul problema dell’immigrazione, dovrebbe andare oltre a turare le falle e impegnarsi con maggiore efficacia sui rapporti economici (di sviluppo, non assistenziali) e anche politici coi Paesi africani, che sono tra loro diversi, come del resto le nazioni europee, ma che possono essere portati a cooperare su iniziative comuni.