Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDonald Trump si agita ed è comprensibile perché siede su un debito pubblico di 39mila miliardi di dollari, pari al 120% del Pil. Solo la forza del dollaro, del sistema economico e delle tecnologie rende questo deficit sostenibile.
La politica dei dazi non è riuscita ad arginare il disavanzo commerciale e la guerra all’Iran sta creando problemi al bilancio federale. Ovvio che in una situazione così critica il presidente cerchi di difendere quello che si annuncia come il business del secolo: l’intelligenza artificiale, salto in avanti di quello che è già un primato Usa, il web e i suoi servizi.
Gli strali lanciati contro l’Unione Europea sono, in parte, finalizzati ad evitare che l’Europa possa in qualche modo rafforzarsi su queste tecnologie, contenendo la supremazia Usa in una delle travi principali che aiuta a sostenere il debito-monstre. Infatti l’Europa è il bacino decisivo delle fortune della Silicon Valley, che ha ricevuto dal vecchio Continente nel solo 2025 ben 264 miliardi di euro (l’1,5% del Pil dell’Ue) in cambio di prodotti, servizi, infrastrutture e royalty legate alla proprietà intellettuale digitale.








