ROMA Primo passo per la messa in sicurezza delle piscine. Anche alla luce degli ultimi fatti di cronaca, con almeno tre minori morti da aprile ad oggi a causa, ad esempio, della mancanza di grate a protezione dei bocchettoni di aspirazione, è arrivata una spinta per velocizzare le nuove regole. Così, mentre il disegno di legge presentato dal ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, continua il suo percorso che, dopo il passaggio in commissione, prevede entro l’autunno la discussione a Camera e Senato, ieri è stato approvato un emendamento, in modo bipartisan, per anticipare alcune norme. Nei giorni scorsi Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele che il 18 aprile scorso è morto nella vasca di un impianto termale, ha lanciato un appello, in un’intervista al Messaggero, in cui chiedeva un’approvazione rapida e con norme stringenti, elaborate dagli esperti dell’Università La Sapienza di Roma, della legge sulle piscine.

Non solo. A fine maggio, Nicoletta Sprecacè ha scritto una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: è la mamma di Matteo Brandimarti, 12 anni, di San Benedetto del Tronto, morto in una piscina di un hotel in provincia di Rimini. «La sua vita è stata spezzata per colpa di una grata mancante». «Ci aiuti a fare in modo - aveva scritto la mamma di Matteo a Giorgia Meloni - che il sacrificio di mio figlio e di tutti gli altri bambini prima di lui non sia stato vano. Diventi la promotrice di una legge che porti sicurezza e responsabilità, laddove oggi, troppo spesso, c’è una criminale superficialità». La presidente del Consiglio è rimasta colpita da questa lettera e, purtroppo, ad aumentare il senso di urgenza ha contribuito un’altra tragedia la scorsa settimana a Sestri Levante: Alice Ferrari, 11 anni, è morta perché i suoi capelli sono rimasti incastrati nel bocchettone di una vasca di uno stabilimento balneare (oggi si svolgeranno i funerali).