Con Galaxy Fold8 Samsung mette in campo un terzo form factor, andando a così ad offrire una ulteriore opzione per chi trova troppo stretto, piccolo e non funzionale lo schermo sterno dei classici Fold e Flip. Fold8 è senza alcun dubbio il pieghevole più comodo da usare da chiuso, ma come ogni prodotto ha i suoi pro e i suoi contro. Vediamoli insieme.
di
Roberto Pezzali
Molti avranno già letto recensioni entusiaste di chi ha provato questo Fold8 e va detto subito che, la prima volta che lo si prova, il primo impatto di questa forma a “passaporto” è wow. L’idea di fare uno smartphone pieghevole con una forma più corta, che una volta aperta si trasforma in una sorta di tablet, non è nuova ed era già stata usata da Huawei due anni fa sul suo Pura X: se andiamo a riprendere la notizia che avevamo pubblicato ai tempi lo avevamo definito “il primo pieghevole con un form factor davvero sensato” spiegando che “il Pura X è l’unico pieghevole che risolve il problema dei pieghevoli, ovvero il form factor poco sfruttabile degli schermi interni, che con un aspect ratio quadrato diventano utili solo se si lavora con due app affiancate, non con giochi o video a pieno schermo”.
Questa recensione, ve lo anticipiamo subito, non condividerà l'entusiasmo generale attorno al Fold8. Non perché il prodotto non sia bello, è bello, è davvero bello, ma per un semplice motivo: resta, alla fine, un form factor fra tante soluzioni possibili. Samsung non è così ingenua da presentarlo come LA soluzione definitiva: lo introduce come un nuovo modo di usare il telefono, uno in più accanto agli altri che ha comunque a portafogli. Il Galaxy Flip continua a vendere tantissimo e ha una sua clientela ben precisa, mentre il Galaxy Z Fold8 Ultra, che altro non è che l'erede diretto del Fold7, si chiama "Ultra" proprio perché Samsung stessa lo reputa (anche nel prezzo) un prodotto di fascia più alta dedicato ad una clientela ancora più esigente.










