Ci sono prodotti che si raccontano bene attraverso i numeri di una scheda tecnica, e prodotti che si raccontano solo attraverso le mani di chi li usa ogni giorno. Il Galaxy Z Fold8 (presentato assieme a Z Fold8 Ultra e Z Flip8) appartiene decisamente alla seconda categoria. Bastano pochi minuti di utilizzo per capire che qualcosa è cambiato in modo sostanziale.Per otto anni Samsung ha costruito il proprio smartphone pieghevole attorno a un'unica idea: un corpo stretto e allungato che, una volta chiuso, ricordava più un libretto di appunti che uno smartphone tradizionale. Funzionava, ma imponeva un compromesso quotidiano non da poco, soprattutto nell'uso a una mano. Con Z Fold8 quell'impostazione viene accantonata in favore di una forma più bassa e più larga, che in molti (non del tutto a torto) hanno paragonato a un passaporto. È largo 81,9 millimetri, appena più stretto di un top di gamma classico come l'S26 Ultra (qui la nostra recensione), ma si ferma a 123,9 millimetri di altezza, con un peso di 201 grammi: meno di tanti smartphone tradizionali, S26 Ultra compreso. Il risultato, nell'uso di tutti i giorni, è sorprendente. Si infila in tasca senza il fastidio di sentirsi addosso un mattoncino allungato, si impugna con naturalezza, si apre (finalmente) senza dover applicare quella forza eccessiva che rendeva Z Fold7 (qui la nostra recensione) goffo da maneggiare nella vita reale. La cerniera qui predilige un'apertura quasi a scatto: resta bloccata, seppur in modo precario, a 90 gradi, ma oltre quell'angolo tende a completare da sola l'apertura verso la posizione piatta. Sono tanti però i dettagli da considerare.
Samsung Galaxy Z Fold8 recensione: gli smartphone pieghevoli non sono mai stati così comodi
Samsung abbandona la forma stretta e allungata che ha definito il Fold per otto generazioni e sceglie un corpo più tozzo, quasi da agenda tascabile. Il cambiamento è di quelli che si notano subito, e fanno sembrare vecchi tutti gli altri pieghevoli sul mercato. Batteria e display sono i veri protagonisti di questa generazione, la fotocamera fa un buon lavoro senza inseguire ambizioni che non ha, il prezzo resta però un ostacolo difficile da ignorare











