L'utile dopo le imposte nel periodo aprile-giugno è balzato a 3,91 miliardi di dollari (3,38 miliardi di euro) dai 1,62 miliardi di dollari (1,40 miliardi di euro) del secondo trimestre 2025, ha comunicato BP in una nota sui conti, grazie all'impennata su base annua dei prezzi dei combustibili fossili.

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I cinque maggiori gruppi energetici occidentali – BP, Chevron, ExxonMobil, Shell e TotalEnergies – hanno registrato nel secondo trimestre utili netti complessivi per quasi 47 miliardi di dollari (40,60 miliardi di euro), con i profitti moltiplicati sullo sfondo del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

L'ultimo periodo di rendicontazione "è stato caratterizzato da uno dei momenti di maggiore turbolenza nel mercato energetico globale", ha dichiarato l'amministratrice delegata di BP Meg O'Neill, alla guida del gruppo da aprile.

I grandi gruppi energetici mondiali stanno beneficiando di profitti in forte crescita dalle attività di trading, mentre i futures su petrolio e gas oscillano tra forti rialzi e ribassi a ogni nuovo sviluppo legato al conflitto in Medio Oriente.