Firenze, 4 agosto 2026 – Firenze, culla del Rinascimento e teatro di mille bellezze. Ma se il tuo obiettivo è spostarti in città col bus, preparati a una sfida di sopravvivenza. Un video diventato virale sui social e il racconto di una domenica in libreria trasformatasi in un test di resistenza per due ottantenni: due episodi diversi, un solo comune denominatore: il trasporto pubblico fiorentino sta mettendo a dura prova la pazienza (e la salute) di tutti, tra corse che saltano, display che segnano orari non rispettati e un caldo soffocante che rende tutto esplosivo.

Ritardi nei bus a Firenze

Il video virale

La voce della rivolta digitale è quella di Mila Duràn Bernable, che dopo quel che le è successo il 31 luglio ha deciso di non tacere più. Il suo video, diventato virale in poche ore, è uno sfogo a cuore aperto. “At, tutto bene? Siete da denuncia", attacca la giovane, che per arrivare da Ponte a Ema al centro di Firenze ha impiegato ben due ore. Un’eternità. “Pagando un abbonamento inutile, ho aspettato sotto il sole un’ora e mezzo. At, tutto bene? Siete fuori di testa…. Ho perso un'ora di lavoro, ho preso probabilmente un melanoma. Mettete orari a caso. Così, prendete in giro la gente. Non ho parole. Bravi, molto bravi. Io sono in salute. Ma non voglio pensare a un anziano costretto ore sotto il sole ad aspettare un bus che non arriverà mai”, denuncia nel filmato. Il video ha scatenato un fiume in piena di commenti: chi più di una volta ha aspettato il 6 un’eternità, chi definisce i mezzi fiorentini “completamente inattendibili”, chi fa il paragone con Milano (“Un altro mondo”) e chi contesta il recente aumento del biglietto.