Firenze, 4 agosto 2026 – "Con orari così stretti è impossibile garantire un servizio regolare. Gli autisti fanno il possibile, ma non basta". È netto il commento di Gianluca Mannucci, coordinatore della Fit-Cisl Tpl Firenze, che interviene nel dibattito, scaturito da un video divenuto virale, sui ritardi dei bus che stanno mettendo a dura prova la pazienza dei fiorentini rimasti in città.
Il nodo dei tempi di percorrenza
La tesi della Fit-Cisl è che il sistema non sia più al passo con la realtà di una città complessa come Firenze. L’esempio portato è emblematico e riguarda la linea 17. "Se vogliamo migliorare la qualità del trasporto pubblico a Firenze dobbiamo intervenire sugli orari delle corse e sui tempi di percorrenza da un capolinea all'altro – spiega Mannucci –. Prendiamo la linea 17: ad agosto, nei giorni feriali, un autobus ha circa 44 minuti per andare da via Boito a viale Verga. Percorso che comprende 32 fermate e ben 28 semafori. Il sabato i minuti diventano 35 e la domenica addirittura 30. È evidente che, in una viabilità come quella fiorentina, rispettare questi tempi è difficilissimo, se non impossibile".
Il rischio, sottolinea il sindacalista, è l'effetto domino: "Servirebbero tempi di percorrenza più ampi, che consentano di assorbire gli inevitabili rallentamenti lungo il tragitto. Con orari così compressi basta un piccolo ritardo perché, corsa dopo corsa, il servizio finisca per saltare completamente". Da qui l'appello diretto a Palazzo Vecchio e alla Regione: "Un trasporto pubblico di qualità non può prescindere da orari costruiti sulla realtà della città. Firenze è piccola, complessa, piena di turisti e richiede prudenza nelle fermate. Regione, Comune e Azienda devono rivedere gli orari al più presto".






