Si alza la tensione alla vigilia del nuovo round di colloqui tra Libano, Israele e Stati Uniti previsto a Roma. Hezbollah ha duramente criticato i negoziati, definendoli una "vergogna e un'umiliazione", mentre il suo leader Naim Qassem ha aperto, per la prima volta, alla possibilità di un incontro con il nuovo governo siriano.
Hezbollah contro i negoziati tra Libano e Israele
Il movimento sciita libanese ha espresso una netta contrarietà ai colloqui trilaterali che vedono coinvolti Libano, Israele e Stati Uniti, organizzati con l'obiettivo di favorire una soluzione alle tensioni lungo il confine meridionale libanese.
Secondo Hezbollah, il presidente del Libano starebbe alimentando le divisioni interne sostenendo il dialogo con Israele. Il gruppo considera i negoziati incompatibili con la propria linea politica e continua a respingere qualsiasi percorso di normalizzazione con lo Stato israeliano.
L'incontro di Roma rappresenta un nuovo tentativo diplomatico per affrontare le questioni di sicurezza ancora aperte tra i due Paesi, in un contesto regionale caratterizzato da forti tensioni.











