Lufthansa chiude il secondo trimestre con ricavi in aumento dell’8%, a 11,1, miliardi di euro, rispetto all’anno precedente, e un utile operativo di 383 milioni di euro, in calo del 56%. Tra le principali cause del calo degli utili c’è l’impennata dei costi del carburante, pari circa a 750 milioni di costi aggiuntivi. Gli oneri derivanti dagli scioperi si attestano ad «almeno 150 milioni», si legge in una nota. Le incertezze «rimangono elevate», spiega la compagnia, per quanto «la domanda intatta, l’ottimizzazione della rete e la disciplina dei costi compensano l’aumento dei costi del cherosene». Tagliate le previsioni per il 2026. Il gruppo, che inizialmente prevedeva di battere il risultato dell’anno precedente (1,96 miliardi) prevede ora un Ebit rettificato tra 1,7 e 2,2 miliardi di euro per l’intero anno in corso. Invariata la stima per il flusso di cassa rettificato di circa 900 milioni. Il titolo a Francoforte ha risposto con uno scivolono di oltre il 9% alle ore 10.15. “Trimestre impegnativo” Il secondo trimestre per Lufthansa è stato «impegnativo, segnato ancora una volta da molteplici crisi geopolitiche e incertezze», sottolinea il presidente e amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr. «Nonostante l’ulteriore miglioramento del fattore di carico e un significativo aumento del rendimento, non siamo stati in grado di compensare completamente il considerevole aumento dei costi del carburante», spiega il manager. L’altra faccia della medaglia, invece, sta nella «continua e forte domanda globale di viaggi aerei, soprattutto nelle classi premium», che «ha avuto un impatto particolarmente positivo. I nostri numerosi investimenti in prodotti premium come Allegris, Swiss Senses e l’aggiornamento del servizio Future Onboard Experience (Fox) stanno iniziando a dare i loro frutti».