4 Agosto 2026 – Lettura: 2 minuti

Nervosismo nel Pd per l’uscita del leader pentastellato che vorrebbe far sciogliere nelle consultazioni il nodo delle armi all’Ucraina. La segretaria dem: «Non funziona così». Intervengono anche Bonaccini e Guerini.

Il nodo delle armi all’Ucraina «lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere gli italiani». È bastata questa uscita di Conte per scatenare la tensione nel campo largo. La “sfida” non è infatti piaciuta al Partito democratico, con la leader Schlein che ha subito gelato l’alleato: «Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito». In un’intervista al Tg3 ha quindi invitato a non perdersi «in discussioni tra di noi» per concentrarsi «sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete». Che l’uscita del leader del M5s avesse lasciato strascichi e malumori nella coalizione era tanto prevedibile quanto inevitabile. E il centrodestra ne approfitta girando il coltello nella piaga delle difficoltà del Pd e della sua leader. «Preoccupa l’assordante silenzio di Elly Schlein di fronte alle esternazioni filorusse di Giuseppe Conte. Ci dica se sta dalla parte del popolo ucraino o dalla parte di Putin. Se sta dalla parte della democrazia o dalla parte delle dittature», ha scritto Antonio Tajani sui social prima che la segretaria dem rispondesse.