Una coalizione già sotto alta pressione. È bastato che il leader 5 stelle Giuseppe Conte sfidasse gli alleati sul nodo delle armi all’Ucraina per aprire una crepa. Quasi 24 ore dopo dalle sue parole, Elly Schlein ha rotto il silenzio parlando ai microfoni del Tg3: “Non funziona così”, ha detto. “Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”. Quindi ha cercato di abbassare i toni dello scontro: “Adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi, concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori”.
Ma è tardi per riuscire a far rientrare una delle prime fratture e forse quella davvero difficile da sanare. Il nodo della politica estera “lo scioglieremo con le primarie”, ha dichiarato solo ieri Conte. “Faremo decidere gli italiani”. Insomma, quando a settembre si aprirà il tavolo di programma, difficilmente sulle armi all’Ucraina si troverà un accordo fra M5s, Pd, Avs e magari Iv, i centristi e chissà chi altro: questo pensa Conte. Per il presidente M5s la soluzione arriverà con le primarie: chi le vince detta la linea.










