Per molti automobilisti italiani l’esame della patente di guida è ormai un ricordo lontano, fatto di quiz, ore di pratica, ansia da esaminatore e, infine, la conquistata libertà di mettersi al volante. I dati ufficiali, tuttavia, mostrano una realtà complessa già in fase di conseguimento: solo nel 2025 sono state ben 919.868 le persone che hanno sostenuto l’esame di teoria per la patente B e, secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il 39,7% delle prove – quasi quattro su dieci – non è stato superato. A registrare il tasso più alto di bocciati è stato il Trentino-Alto Adige con il 43,7%, seguito a pari merito da Liguria, Lazio e Molise al 43,4% e dalla Toscana al 43,1%.

Ma cosa succederebbe se a rimettersi alla prova fossero gli automobilisti già patentati da anni? A rispondere a questa domanda è un’analisi condotta da AutoScout24 ed Egaf Edizioni, con il supporto delle principali associazioni di autoscuole, Confarca e Unasca. La simulazione dell’esame teorico è stata “somministrata” a un campione di oltre 4.000 utenti della community di AutoScout24 che hanno ottenuto la patente B da almeno cinque anni. Il test ha previsto 20 domande a quiz, selezionate tra quelle ufficiali convalidate dal Ministero, proporzionate rispetto alla prova reale che oggi conta 30 quesiti con un massimo di 3 errori consentiti; per superare il test della simulazione era dunque necessario non commettere più di 2 errori, pari al 10% di tolleranza.