MESTRE - Una doppia retata. E tutto nello stesso esame di teoria per passare il primo test necessario per ottenere la patente di guida della categoria B. Non è stata una mattinata tranquilla, quella di ieri, alla Motorizzazione civile, prima con l’arrivo delle forze dell’ordine per portare via un paio di cittadini africani scoperti con una microtelecamera addosso, e poi con la scoperta di un trio di cinesi che erano collegati all’esterno con gli auricolari per farsi dettare le risposte.
Microtelecamere Le microtelecamere erano infilate sotto la camicia, con l’obiettivo inserito in un finto bottone per riprendere il monitor dei computer sul quale scorrono le domande a cui rispondere. I due extracomunitari, anche in contatto audio con un complice che non sarebbe stato individuato (almeno per ora) per ricevere le risposte corrette, evidentemente devono aver fatto qualche passo falso nei movimenti, ciò che è bastato a far insospettire l’esaminatore della Motorizzazione civile - un 27enne decisamente attento - che ha segnalato subito la situazione alle forze di polizia. E così, attorno alle 11, nella sede del Terraglio sono arrivati gli agenti che hanno perquisito i due candidati all’esame, trovandogli addosso la sofisticata (e miniaturizzata) attrezzatura con cui speravano di poter passare in scioltezza il primo scoglio per la patente di guida. Auricolari La sessione di esame doveva comunque andare avanti con gli altri candidati tra cui, appunto, c’erano anche i tre cittadini cinesi, meno “attrezzati” dei due africani che erano anche in collegamento video, ma ugualmente tecnologici, grazie agli auricolari nascosti nelle orecchie. E, anche qui, è entrato in gioco il fiuto dell’esaminatore della Motorizzazione che ha improvvisamente acceso il “jammer”, cioè quel dispositivo elettronico che blocca o disturba i segnali radio, bloccando frequenze come quelle dei telefoni cellulari grazie a onde radio molto forti che sovraccaricano i i canali, impedendo ai comandi di arrivare a destinazione. A questo punto per i tre cinesi l’esame è praticamente finito lì, non riuscendo più a dare le risposte corrette alle domande, anche perché probabilmente non avevano nemmeno frequentato un corso né aperto un libro per la preparazione ai test. Per tutti i candidati scoperti a barare all’esame è quindi scattata la denuncia, e un altro caso simile a quello dei cinesi era capitato anche il 7 luglio scorso, con un cittadino egiziano fermato con i dispositivi elettronici sotto la polo e due microcuffie con tanto di antenna di ricezione nelle orecchie, Negli ultimi anni le denunce per queste truffe all’esame di teoria sono state più di una sessantina, tra l’altro da parte di candidati che si sono presentati anche con l’iscrizione ad alcune autoscuole. Senza, però, aver frequentato neanche una lezione di teoria.







