Un lettore scrive:«Desidero segnalare una vicenda che ritengo emblematica di una cattiva gestione burocratica da parte di Intesa Sanpaolo, con conseguenze concrete su una situazione familiare già delicata. In qualità di amministratore di sostegno di mia madre, ricoverata presso una Rsa, ho chiesto al Giudice Tutelare l'autorizzazione a disporre di una sua polizza vita, al fine di far fronte al pagamento della retta. L'autorizzazione, concessa con carattere d'urgenza, è stata trasmessa il 18 maggio scorso. Dopo aver inviato alla banca tutta la documentazione richiesta, ho tentato più volte di ottenere riscontro tramite messaggi telefonici e richieste di appuntamento via mail, senza ricevere risposta. Solo il 23 giugno, tramite app, sono riuscito a fissare un incontro all'agenzia di corso Casale. In quella sede, dopo una lunga attesa e circa due ore di pratiche, mi è stato assicurato che entro 30 giorni la somma sarebbe stata trasferita sul conto amministrato. Successivamente ho ricevuto dalla sede di Milano una richiesta di ulteriori dati, in particolare il numero del conto corrente su cui versare l'importo della polizza, a cui ho risposto tramite Pec. Tuttavia, a distanza di ormai tre mesi dalla disposizione del Tribunale di Torino, nulla è ancora stato accreditato. Colpisce amaramente constatare come la banca sappia mostrarsi solerte e perentoria nel segnalare uno sconfinamento di appena 1, 50 euro su un conto aziendale, mentre una pratica autorizzata dal Tribunale e legata alle spese di assistenza di una persona fragile resti inevasa per mesi».Ivo Marco Un lettore scrive:«L'edificio sede della Cgil di Torino, in via Carlo Pedrotti 5, un intero isolato, si presenta con decine di bandiere sui cornicioni e sopra il principale portone di accesso. Sono bandiere della stessa confederazione sindacale, e anche vessilli palestinesi, con altri con i colori dell'arcobaleno che ci parlano di pace. Tutto bene. Ma trovo disdicevole che non compaia nessuna bandiera italiana, nessuna della città di Torino, della Regione, né della Unione Europea, né tantomeno dell'Ucraina, altro Paese investito da una guerra-aggressione. Ma perché? Io non credo in una deliberata scelta, in una voluta omissione, piuttosto in una distrazione dei dirigenti. Sarebbe auspicabile una correzione, un ravvedimento. Sarebbe bello che l'importante sindacato italiano si ricordasse di essere non solo importante, ma anche italiano ed europeo».GM Un lettore scrive:«Concordo con il lettore AM che suggerisce un referendum (come fatto a Parigi) sull'uso dei monopattini A proposito del casco: l'altro ieri ho visto un ragazzo che il casco l'aveva, ma appeso al manubrio! Ogni commento è inutile».E. B. DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.