Jacob Elordi nei panni della Creatura in Frankenstein di Guillermo Del Toro - Ken Woroner / © Netflix / courtesy Everett Collection

Quando nell'aprile del 1926 Hugo Gernsback mise in edicola il primo numero di Amazing Stories, la prima rivista interamente dedicata a quella che lui chiamava scientifiction, non riempì le pagine con racconti inediti. Il sommario di quel numero fondativo comprendeva un romanzo di Jules Verne, Off on a Comet, un racconto di H.G. Wells, The New Accelerator, e uno di Edgar Allan Poe, The Facts in the Case of M. Valdemar, accanto a pochi autori americani allora sconosciuti.

Gernsback, in altre parole, non stava inventando un genere dal nulla: stava dando un nome, un formato editoriale e un mercato a una tradizione narrativa che esisteva già da un secolo. Per capire cosa sia davvero successo nel 1926 occorre allora fare un passo indietro, fino al 1818, quando una ventenne londinese pubblicò anonimo un romanzo che la critica considera oggi il punto di origine più solido del genere.

La copertina del primo numero di Amazing Stories. Foto: Wikipedia