Il commissario europeo per l'Energia Dan Jorgensen durante la conferenza stampa sulla guerra in Iran - REUTERS/Omar Havana
Dall’inizio della guerra mossa da Stati Uniti e Israele all’Iran, l’Europa ha dovuto aggiungere 50 miliardi di euro al piatto di quello che avrebbe speso in tempi di pace per importare petrolio e gas dal Medio Oriente. “In un'epoca caratterizzata da ricorrenti turbolenze geopolitiche e dalla volatilità dei mercati globali, un'Unione energeticamente indipendente, alimentata in modo efficiente da un'energia pulita, abbondante e accessibile, è una questione di sovranità”. È con questa premessa che la Commissione Europea ha presentato lo scorso 17 luglio un’iniziativa legislativa che intende affrontare il problema alla radice: l’Electrification Action Plan.
Sostituire i combustibili con l’energia elettrica è la strada maestra non solo per venire a capo della questione climatica, ma anche della sicurezza economica. Sia sul fronte della produzione, sia su quello dell’efficienza, molto è già stato fatto: oggi quasi il 70% dell’energia elettrica europea viene prodotta da fonti a basse emissioni, mentre nel 2024 l’Europa ha usato il 20% in meno dell’energia che le serviva nel 2006. Questi progressi però non basteranno se non verrà messa in campo un’azione rapida e concreta sul fronte della domanda.






