Roberto Scarnecchia ricorda a Fanpage.it Franco Baresi tra aneddoti privati e insegnamenti di vita: dall’amicizia fuori dal campo alla leadership silenziosa, il ritratto di un capitano diventato un punto di riferimento per un’intera generazione.
Ci sono amicizie che nascono in uno spogliatoio e finiscono con il fischio finale. Altre, invece, continuano per tutta la vita. Quella tra Roberto Scarnecchia e Franco Baresi appartiene alla seconda categoria. Non erano soltanto compagni di squadra nel Milan: abitavano nello stesso palazzo, facevano ogni giorno insieme il tragitto verso Milanello e condividevano momenti ben lontani dai riflettori. Un rapporto costruito nella quotidianità, fatto di silenzi, rispetto e stima reciproca.
Nel giorno dei funerali del leggendario capitano rossonero, Scarnecchia ripercorre a Fanpage.it quei ricordi con emozione, raccontando l'uomo prima ancora del campione. Ne emerge il ritratto di un leader che non aveva bisogno di alzare la voce per essere seguito, capace di insegnare con l'esempio e con poche, semplici parole. Quando ha incontrato per la prima volta Franco Baresi? "L'ho conosciuto prima da avversario e poi quando sono arrivato al Milan. Aveva preso una casa in affitto a San Siro, nello stesso stabile dove abitavo io: lui stava al piano di sopra. Per due anni abbiamo fatto insieme il tragitto casa-allenamento. Anzi, con la mia macchina, perché Franco non amava guidare e mi chiedeva sempre di accompagnarlo".










