Inizialmente quella di Daniela Ruggi era una misteriosa scomparsa poi, dal primo gennaio, quando nella torre di Pignone è stato rinvenuto il teschio, lo scenario è cambiato. Se prima il fascicolo aperto in procura era per sequestro di persona, il successivo, contro ignoti, è stato aperto per omicidio. Al momento, però, proprio per il sequestro di persona di Daniela l’unico indagato era e resta il noto ‘sceriffo’, ovvero Domenico Lanza. Non ci sono altri indagati, né è stato individuato un possibile movente dell’eventuale omicidio. Non è escluso la morte possa essere stata causata da un malore o da un incidente.

Più volte comunque ’lo sceriffo’ 68enne ha fatto appello affinchè la sua posizione venisse archiviata, non essendo stata trovata traccia di un suo coinvolgimento nella vicenda ma, ad oggi, resta ‘pendente’ la richiesta di archiviazione del fascicolo depositata dalla procura. "Non essendovi stata opposizione attendiamo solo la firma del provvedimento da parte del giudice", sottolinea l’avvocato dell’indagato, Fausto Gianelli. "Attendiamo il provvedimento di definitiva archiviazione in tempi brevi". Lanza ha sottolineato più volte quanto la ‘situazione’ ancora in corso abbia condizionato la sua vita. L’uomo era stato inizialmente arrestato dopo che nella sua abitazione era stato rinvenuto un arsenale: armi detenute illegalmente ma il procedimento si è chiuso in tempi celeri. "Non ho fatto nulla ma sono ancora indagato e non so perché", ha ribadito, sottolineando la speranza che venga fatta luce sulla terribile sorte di Daniela.