Un lungo corteo di mezzi della scientifica che, dopo una giornata intensa, si sono via via allontanati dalla Torre. Quella torre che ieri ha restituito i resti, lo scheletro della povera Daniela Ruggi. È finalmente arrivato ad una svolta il caso della 32enne scomparsa in circostanze misteriose da Vitriola lo scorso 20 settembre del 2024. Una svolta nella misura in cui è logico che Daniela non si sia mai mossa da lì ed ora c’è la conferma: dopo il teschio, rinvenuto da due escursionisti il primo gennaio, dopo che la torre è stata completamente svuotata dalle macerie, è stato trovato infatti anche il resto dello scheletro della giovane di Montefiorino. Ieri i resti sono stati prelevati, con tutto il terreno su cui erano adagiati, dagli esperti della scientifica e dai consulenti della procura. Ora sarà il pool di Cristina Cattaneo, medico e antropologo, professore ordinario di Medicina Legale all’Università degli Studi di Milano e direttore del Labanof ad analizzarli. Da quei resti e magari anche dai lembi di tessuto rinvenuti accanto alle ossa sarà forse possibile capire le cause del decesso della giovane Daniela seppur la procura propenda per l’omicidio volontario, reato con cui è stato iscritto il fascicolo, attualmente ancora a carico di ignoti. Le ossa potrebbero svelare tanto circa la natura del decesso: se ci fossero segni di lesività si potrebbe pensare a colpi inferti con una lama, ad esempio. L’eventuale assassino potrebbe però aver lasciato tracce importanti anche sugli abiti di Daniela, rinvenuti appunto attorno alle ossa ma purtroppo molto logori e in cattive condizioni a causa dell’opera di animali selvatici che hanno purtroppo e inevitabilmente inquinato la scena del delitto. In questi due ultimi giorni, fondamentali per la conclusione dei lavori alla torre e soprattutto per il recupero dei resti di Daniela era presente anche l’avvocato del fratello della vittima, Alberto, parte offesa nel procedimento. "Ero sul posto per presenziare agli accertamenti tecnici irripetibili in corso – afferma l’avvocato Deborah De Cicco – ho ritenuto di essere presente vista l’importanza di questa ultima fase dei lavori, in cui sono stati rivenuti in una parte della torre i resti di Daniela. Il mio assistito attende risposte da mesi su ciò che è potuto accadere alla sorella. Sarà dirimente accertare l’epoca del crollo delle travi del tetto per poterlo datare: credo sia un passaggio fondamentale nelle indagini in corso da parte dei carabinieri e confido che la verifica sia svolta nel più breve tempo possibile". Accanto ai resti di Daniela, a quanto pare sono stati rinvenuti anche rifiuti come ad esempio un cumulo di lattine ma anche altri contenitori che saranno ovviamente analizzati.