HomeLa SpeziaCronacaCultura esternalizzata. Pd: "Ripensare gli spazi. Camec e centro Allende"Il Coordinamento provinciale dem interviene sul dibattito sollevato dagli artisti "Aprire riflessione anche su aree rese disponibili come l’ex Fitram al Canaletto".L’inaugurazione del nuovo Centro Camec nel 2024 (. foto di archivioRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNei giorni scorsi artisti, intellettuali e operatori culturali sono intervenuti nel dibattito cittadino per sollecitare una riflessione sulle condizioni critiche che sta vivendo il mondo culturale locale. E a breve sarà organizzata una manifestazione di due giorni per restituire visibilità a quel patrimonio comune fatto di ricerca artistica, lavoro quotidiano, impegno individuale e associativo, pratiche formali e informali, sperimentazione e pubblico. "Una realtà sempre più bisfrattata – secondo il coordinamento provinciale del Partito Democratico – e che trova meno spazi e opportunità di partecipazione e di espressione alla Spezia".

"Il lungo ciclo dell’egemonia neoliberista – affermano i dem – ha infatti investito pure il campo dell’arte e della cultura, tendendo a ridurlo alle logiche del mercato, dell’intrattenimento e della direzione ‘dall’alto’ (basata sul privato). Riteniamo che le scelte di esternalizzazione in campo culturale operate anche alla Spezia ed indicate criticamente dagli estensori dell’appello rientrino in quest’ottica". Il Coordinamento dem, pone degli esempi di esternalizzazione in città tra cui, per esempio, "il cambio di destinazione d’uso – di fatto – del Centro Allende, che ad oggi ha privato di uno spazio pubblico espositivo e culturale accessibile, vivace e radicato e che invece potrebbe essere recuperato a una funzione di programmazione di appuntamenti culturali per autori e artisti locali nell’inverno (mancano, ormai, le sedi in centro città), mantenendo per l’estate la funzione ricreativa per i giovani e di discoteca sotto le stelle (già presente nell’esperienza di “Boss”); oppure la gestione attuale del Camec che, al netto di certe occasioni e mostre apprezzabili, esclude del tutto dal proprio assetto scientifico e operativo l’obbiettivo di realizzare una programmazione stabilita tramite il coinvolgimento, o meglio, l’autogoverno – come troviamo scritto nell’appello – da parte di artisti, critici e storici dell’arte locali. Si tratta di rilanciarne il profilo di pinacoteca civica. In altre fasi, pur tra limiti e difficoltà, si cercò, dal lato dell’amministrazione, di affrontare simili finalità, insieme ad altre, costituendo un apposito “forum cultura”, che ebbe fra i suoi frutti la mostra ’Generazioni. Gli artisti della città a confronto’".