L’Oriental market, una delle iniziative organizzate dal centro culturaleRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa proposta lancia un messaggio alla città, apre un dibattito nazionale ed europeo, perché di fronte alla "precarizzazione degli spazi creativi senza visioni di lungo periodo" servirebbe un progetto di ampio respiro, da qui al prossimo secolo. Per questo il centro socio-culturale Tempio del futuro perduto, che si affaccia su via Nono, ha presentato al Comune di Milano una manifestazione di interesse per il lotto 10 della Fabbrica del Vapore, dove l’associazione opera dal 2018, chiedendo di avviare una "riflessione pubblica e istituzionale" sul diritto di superficie per i prossimi 99 anni. Chiede un inedito contratto, valido fino al 2125, come "esperimento civico" da seguire per valorizzare le comunità culturali indipendenti.
"L’aumento dei costi immobiliari, le gentrificazioni forzate, la trasformazione delle città in ecosistemi sempre più commerciali e turistici e la precarizzazione degli spazi creativi senza visioni di lungo periodo stanno rendendo sempre più difficile l’esistenza di luoghi culturali autonomi in tutta Europa", sottolinea Silvia Fontana, presidente del centro. "In questo contesto, ci siamo chiesti: perché i luoghi del potere e dell’amministrazione durano secoli, a prescindere da chi li occupa, mentre quelli culturali sono spesso fragili e instabili? Perché non provare a immaginare e sperimentare oggi – prosegue – uno spazio culturale indipendente capace di durare 100 anni, evolvere e rimanere accessibile attraverso le generazioni?"













