Una richiesta di ascolto alla politica all’amministrazione «senza spot e risposte preconfezionate». Un appello per salvare il mercato storico di Ballarò, a partire dalla struttura coperta di piazza del Carmine, che il Comune vuole trasformare in punto vendita all’ingrosso ma secondo associazioni del territorio rischia di uccidere l’identità del mercato e «trasformarlo in una vetrina per turisti». E ancora un sos alle istituzioni per affrontare il tema del consumo di droga.
Dopo quattro mesi di attesa, nel Consiglio comunale straordinario, convocato dal presidente Giulio Tantillo al cinema Edison dell’Albergheria, i mercatari, le parrocchie e le associazioni del territorio hanno potuto guardare in faccia i consiglieri comunali e alcuni assessori della giunta di centrodestra per chiedere loro di risolvere le annose questioni dell’Albergheria e di Ballarò.
«C’è delusione per tante richieste disattese da questa amministrazione — ha detto don Enzo Volpe, tra i firmatari della lettera scritta della rete di parrocchie e associazioni che hanno chiesto la seduta — il sindaco Lagalla mi ha chiamato scusandosi della sua assenza e assicurando che ci sarà un altro consiglio nel quartiere. In questo territorio ci sono tanti temi, dal problema delle dipendenze alla formalizzazione del mercato dell’usato e la risoluzione del mercato coperto che non può diventare spazio gastronomico per i turisti». E ha aggiunto: «L’inerzia in questi anni ha spalancato le porte a forme di illegalità. Questa amministrazione ci dica qual è la visione di questo quartiere che vuole essere ascoltato».






