Il Centro per l’arte contemporanea finisce nel mirino della Lega. A sollevare il caso è Sofia Perretta, responsabile cultura del partito e candidata al consiglio comunale, che attacca la linea artistica del museo.
"La linea culturale perseguita dal centro Pecci è spiccatamente ideologica, costruita attorno a un’agenda mainstream che poco ha a che fare con l’identità della nostra comunità", dice Perretta. Nel mirino finiscono alcune delle ultime esposizioni. "L’arte e la cultura non possono diventare strumento di propaganda dogmatica: quando lo fanno smettono di essere arte e diventano catechismo laico", sottolinea, citando la mostra dedicata a Louis Fratino e "la promozione di una prospettiva queer finanziata con soldi pubblici "per inseguire un’agenda culturale di nicchia, lontanissima dalla sensibilità della gente". Critiche anche alla programmazione: "Una programmazione culturale si misura sulla varietà e sulla capacità di parlare a tutti, non sul reiterare le stesse parole d’ordine". E sull’ultima esposizione, ’Carnale’, rincara: "Un’operazione che viene servita come alta cultura quando si tratta di propaganda di una visione esasperata del mondo".
Non manca il passaggio sui conti: "La gestione finanziaria è discutibile, i dati sulle visite non parlano di successi".








