FONTANAFREDDA (PORDENONE) - Lavori ancora in corso ai due campi da basket e pallavolo e da calcetto nel parco Rodari. Il cantiere non è ancora chiuso anche se i due campetti sono ormai utilizzabili ed è quello che hanno pensato gruppi di ragazzini di età variabile che ci entrano regolarmente nonostante una recinzione e cancelli chiusi. Come confermano in Comune sono state forzate le porte. Anzi, come meglio spiega il sindaco Michele Pegolo le prime volte sono entrati scavando un po’ sotto la rete per passare da sotto.
Le segnalazioni A segnalare questo uso dei campetti è stata un’utente nella pagina Facebook “Sei di Fontanafredda se” in cui appunto chiedeva se nessuno li controllasse: «È bello vedere che i ragazzi giocano ma hanno forzato tutte le entrate, porte sempre aperte e nel campo da basket hanno portato anche la panchina rossa che il Comune ha messo nella strada interna del parco per ricordare le ragazze uccise dai partner». È la panchina rossa dedicata alla memoria di Gabriella Salvador. Il cancello del campo da basket è completamente aperto e nel campo da calcetto ci sono alcuni ragazzini che stanno giocando, ma senza scarpe, solo con i calzini per non rovinare il manto. Altri stazionano vicino alla porta d’ingresso in attesa di poter giocare. Alla segnalazione le risposte e i commenti sono per lo più a favore dei ragazzi, anche se è vero che forzare le porte non si deve fare. Come conferma il sindaco, «hanno forzato le porte, ma poi una, quella del campo ultimato, l’abbiamo lasciata direttamente aperta noi. Il cantiere non è ancora finito, ma qui i ragazzi sono entrati senza fare danni particolari solo per giocare e passare del tempo, non certo con mazze per distruggere come è successo nell’ex mensa della Gemeaz».La riflessione «Non parlerei certo di vandalismo - sottolinea Pegolo -. Metteremo a disposizione anche dei bagni chimici e regolamenteremo gli orari. Dire troppi “no” porta a risultati contrari. Ormai non ci sono più campetti liberi. Questi li abbiamo realizzati apposta per dare la possibilità a tutti di giocare e sfogarsi, in particolare ad alcuni gruppi di ragazzi lontani da oratori e altro. Ed era anche quanto veniva evidenziato nella relazione dell’educatore di strada di un paio d’anni fa». La realizzazione dei due campetti ha da subito portato anche critiche, e non solo apprezzamenti per qualcosa che va a favore dei ragazzi che non hanno più un posto libero dove andare, perché anche quelli delle parrocchie non sono più liberamente accessibili. Però tali iniziative si scontrano anche con chi chiede comunque una regolamentazione negli orari e l’invito a mantenere puliti tali siti. «Invece - rileva qualcuno - ci sono già bottiglie abbandonate e sporcizia».










