FONTANAFREDDA (PORDENONE) - C’è uno stadio in un paese di circa 13mila abitanti che è diventato uno degli impianti più richiesti del Nordest. L’Omero Tognon di Fontanafredda, alle porte di Pordenone, è sempre più conteso. Dopo aver ospitato la squadra di calcio Dolomiti Bellunesi e l’Under 21 azzurra, è nuovamente ambìto. Alle naturali richieste della squadra di casa, la Comunale Fontanafredda, si aggiunge ora la richiesta di una neopromossa in Lega Pro, il Treviso Calcio, che dovendo effettuare dei lavori al momento dell’iscrizione, l’ha inserito quale struttura per le partite interne. Inoltre spuntano anche voci che vorrebbero accreditare un nuovo interesse pure da parte del Pordenone Calcio, soprattutto in occasione dei possibili lavori all’impianto cittadino Bottecchia. Voci però, va detto, al momento smentite sia da Michele Pegolo, sindaco di Fontanafredda, sia da Claudio Canzian, direttore del Pordenone Calcio.
La fama Lo stadio di Fontanafredda è ormai conosciuto ben oltre i confini locali. Da poco l’impianto ha ospitato anche l’ultima partita degli azzurrini nella sfida vinta con l’Albania. A queste gare si aggiungono due ulteriori impegni internazionali. A settembre il Tognon ospiterà infatti un paio di incontri della Nazionale maggiore femminile di rugby. Esattamente il 19 e il 26 settembre a Fontanafredda ci saranno le partite che la squadra disputerà nella WXV Global Series 2026 (la prima contro il Giappone e la seconda contro il Sudafrica). Su indicazione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pegolo, è già in corso il getto dei plinti che dovranno sostenere le porte per la palla ovale. Gli investimenti Negli ultimi anni lo stadio ha ospitato anche varie società neopromosse e militanti in Serie C. Il Pordenone prima, che scelse Fontanafredda dopo la retrocessione dalla serie B e per il quale tutto era partito. Proprio la promozione in Lega Pro dei ramarri aveva infatti innescato la serie di investimenti finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia per riqualificare la struttura costruita nei primissimi anni ‘70, progettata dall’architetto romano Dino Angeli. All’epoca costò circa 257 milioni delle vecchie lire. Dopo il Pordenone fu la volta delle Dolomiti Bellunesi e ora potrebbe arrivare il Treviso Calcio. Il presidente dei trevigiani Alessandro Botter aveva promesso l’ultimazione dei lavori al Tenni in tempo per la prima di campionato in casa, il 31 agosto. Ma oltre ai lavori vanno completate le pratiche per l’omologazione. E il rischio di non farcela è alto. Proprio in vista di tale possibilità si è tenuta già una prima riunione sulla sicurezza con le autorità competenti a Pordenone. A maggio il Comune di Fontanafredda aveva aumentato anche le tariffe per le squadre professionistiche: il costo passa da 2.000 a 6.100 euro per ogni manifestazione/giornata. Chiunque arrivi dovrà anche presentare una fideiussione. Ne sa qualcosa la Triestina, che con il Comune di Fontanafredda ha un debito di circa 45mila euro. Dopo la sentenza di due giorni fa del Tribunale di Trieste, il Comune intende sollecitare nuovamente il pagamento, prima di avviare la procedura per intascare la fideiussione del valore di circa la metà del credito vantato. Le partite Tornando alle voci di un possibile utilizzo del Tognon da parte del Pordenone Calcio, il direttore Canzian spiega: «Abbiamo sempre convissuto con le necessità degli “Amici della pista” che utilizzano il velodromo del Bottecchia. Le prime due partite di Coppa Italia le giocheremo già fuori casa, il 22 agosto a Corva e il 26 sul campo dell’Union Pasiano. Per il campionato abbiamo inoltre chiesto di disputare in trasferta anche la prima giornata».







