La rete squarciata, gli impianti danneggiati. Cavi elettrici strappati, tubi dell'acqua portati via e alcuni attrezzi da lavoro, tra cui una scala, spariti nel nulla: sono i segni del furto avvenuto domenica all'interno della cittadella della Nida, in via degli Ulivi, alla Falchera. Si tratta della Onlus che sostiene i bambini affetti da malattie rare, che in quell'impianto sportivo di 40 mila metri quadrati, un tempo ridotto a rudere, ha realizzato diversi campetti sportivi, i cui proventi vengono utilizzati per attività di volontariato. Un furto che rischia di ritardare la nuova sede della Nida I ladri si sono accaniti sul cantiere al centro del complesso, dove i volontari da un anno stanno ristrutturando un basso fabbricato destinato a diventare la sede operativa del centro sportivo, con servizi dedicati ai piccoli pazienti, tra cui ambulatori medici e una palestra. A scoprire l'effrazione è stato un socio, che si è poi recato dai carabinieri per sporgere denuncia: «L'obiettivo era inaugurare l'edificio entro Natale, ma a questo punto i tempi sono destinati a slittare» ammette Walter Galliano, presidente della Nida, i cui volontari da oltre dieci anni entrano negli ospedali travestiti da supereroi per regalare un sorriso ai bambini malati. Dieci furti negli ultimi anni, quattro colpi solo nel 2025 La Nida ha preso in gestione nel 2018 il centro sportivo abbandonato. Da allora la riqualificazione è andata avanti grazie alle donazioni e alle iniziative benefiche organizzate dalla Onlus. «Ma è come combattere contro i mulini a vento - sbotta Galliano -. In questi otto anni abbiamo subito una decina di furti». Il 2025 è stato l'anno più difficile, con quattro colpi in via degli Ulivi. I ladri avevano portato via quattro decespugliatori indispensabili per la manutenzione dell'area, una motosega, cavi elettrici e perfino uno scatolone pieno di giocattoli destinati ai bambini. «Sono anni che chiediamo di intensificare i controlli in questa zona - prosegue Galliano - eppure non vediamo mai agenti né pattuglie: i ladri hanno capito che questa è una zona franca, tanto che agiscono anche in pieno giorno». Le critiche della Nida al Comune sulla sicurezza del centro sportivo Il disappunto del presidente della Nida è rivolto anche all'amministrazione comunale che, a suo dire, non starebbe facendo abbastanza per tutelare il centro sportivo, intitolato dallo scorso maggio a Beatrice Naso e alla madre Stefania. Bea era la piccola torinese affetta da una patologia unica al mondo, morta nel 2018 a otto anni a causa di una rarissima sindrome genetica che le calcificava progressivamente le articolazioni. «Da parte del Comune l'attenzione verso ogni aspetto burocratico è massima, al punto da rallentare questo progetto realizzato a fini benefici - attacca Galliano -. Quando abbiamo chiesto un aiuto per rendere il complesso sportivo più sicuro, invece, nessuno ci è stato vicino».
Super eroi senza tregua, nuovo furto al centro sportivo Nida. “Il Comune non garantisce sicurezza”
Ennesimo raid nel cantiere della struttura sportiva e solidale di Falchera. Il presidente Galliano: «Ora non sappiamo quando potremo inaugurare la nuova sede»









