"Per costruire un percorso insieme bisogna farlo nei tempi giusti e alla luce del sole". È questo il punto da cui parte la replica dei sindaci del Pd alle accuse e alle ricostruzioni successive all’assemblea del Consind. Alla conferenza indetta ieri pomeriggio hanno preso parte Matteo Terrani, Sergio Loggi, Michele Franchi, Luigi Massa, Giovanni Borraccini e Alessandro Rocchi. A prendere la parola è stato Terrani, che rivendica innanzitutto il ruolo degli amministratori. "Il Consind non appartiene ad un partito – spiega –, ma a tutta la comunità del Piceno. Noi siamo sindaci con una tessera di partito, ma quando amministriamo rappresentiamo tutti, non soltanto chi ci ha votato o chi ha una tessera in tasca. Costruire le più ampie convergenze negli enti di secondo grado è doveroso per chi viene dalla nostra cultura politica". Una precisazione che, secondo Terrani, diventa ancora più importante alla luce di quanto accaduto nelle ore precedenti all’assemblea. "Solo a 48 ore dall’assemblea abbiamo ricevuto telefonate dal segretario del Partito democratico. Abbiamo esperienze di organizzazione di partito e quindi ci chiediamo: come mai c’è stato questo disinteresse? Perché dovevano lasciare solo Procaccini? Si pensava di fare a meno dei sindaci del Pd?". Terrani ricostruisce quindi il percorso seguito dai sindaci, scandendolo in tre passaggi. "Polini era il nostro candidato presidente. Non se l’è sentita, per motivazioni anche comprensibili, e promosso un incontro alcune settimane fa fra noi e Procaccini per provare ad arrivare a una sintesi sulla sua candidatura". Da qui il secondo passaggio: "L’unico incontro con Procaccini lo abbiamo avuto noi, grazie a Polini e non ad Ameli. Gli abbiamo offerto il nostro sostegno a presidente a condizione di un rinnovamento completo del Cda e di mettersi a disposizione per una soluzione condivisa e aperta a tutto il territorio su modello di quanto fatto lo scorso anno sulla Ciip. Ma ha rifiutato la proposta". A quel punto, spiega Terrani, è iniziato un nuovo percorso, che ha portato alla candidatura di Viscione. "Abbiamo individuato una figura capace di rappresentare una sintesi più ampia. Viscione non è ascrivibile a Fratelli d’Italia, come qualcuno ha impropriamente detto. È un centrista, negli ultimi 15 anni è stato candidato alle regionali con il centrosinistra e in consigliere comunale d’opposizione con Castelli e Fioravanti". Attorno a Viscione, conclude, "abbiamo costruito un programma per rinnovare il Consind e una composizione del cda equilibrata".
Il Consind apre la crepa nel Pd: "Rappresentiamo tutti"
"Per costruire un percorso insieme bisogna farlo nei tempi giusti e alla luce del sole". È questo il punto da...








