L’appuntamento di Napoli non è stato un eccesso di entusiasmo, e del resto nel Pd nessuno aveva più dubbi, dopo aver visto i manifesti “La guerra la paghi tu” che M5s ha preparato per la campagna estiva contro il «riarmo». Giuseppe Conte rilancia e, per certi versi, fa più male di quando alla prima manifestazione del “Campo largo” dell’8 luglio aveva detto che la Russia non rappresenta una minaccia tale da giustificare nuove spese militari. Stavolta va oltre, trasforma le primarie in un sorta di referendum tra il pacifismo, ovviamente rappresentato da lui, e il “bellicismo”, che quindi sarebbe la linea degli altri “competitor”, vale a dire al momento solo Elly Schlein. Una sortita che manda in fibrillazione la minoranza Pd e che preoccupa la maggioranza che sostiene Elly Schlein, anche perché la frase di Conte diventa un assist che il centrodestra non manca di raccogliere, con Antonio Tajani e Tommaso Foti che maramaldeggiano sulle divisioni della sinistra in politica estera, omettendo di ricordare che loro hanno lo stesso problema con Matteo Salvini e con Roberto Vannacci. «Bisognerebbe che Conte chiedesse al Pd, il suo più grande alleato, se la pensa come lui: questa è la grande contraddizione che c’è a sinistra. Stare contro l’Ucraina vuol dire anche allontanarsi dall’Europa». Il leader M5s, aggiunge Tajani, «è libero di stare dalla parte dell’aggressore. Noi insieme a tutto l’Occidente, siamo dalla parte di chi è aggredito».