POLCENIGO (PORDENONE) - «Nulla, nessun tipo di provvedimenti». V.A. risponde così a chi le chiede cosa sia cambiato in via Pordenone, a San Giovanni di Polcenigo, da quando le segnalazioni sulle pantegane sono finite sul giornale. «L'unica cosa che è stata fatta è sfalciare l'erba», aggiunge. Ieri mattina, davanti a casa, ne ha trovata una morta sul prato: l'ha fotografata e raccolta in un sacchetto. Il Comune sostiene, invece, che le operazioni sono partite da giorni e riguardano l'intera zona e che l'aumento di avvistamenti in superficie è una conseguenza attesa dei primi giorni di trattamento, non un segnale di fallimento.
Per la residente il conto è in crescita. «Stanno solo aumentando. Ne trovo di tutte le misure sul balcone. Una sera me ne sono trovata una persino sulla ringhiera». Il passaggio sui fili tesi tra le proprietà è ormai quotidiano: ogni volta che la famiglia cena all'aperto se li ritrova sopra la testa. Sull'animale morto non si sbilancia, non sa se sia stato avvelenato, né quando. Quello che chiede resta lo stesso di settimane fa: «La disinfestazione, che almeno vengano a farla». La preoccupazione che la anima è sanitaria, prima ancora che di fastidio: in giardino ci sono spesso i figli con i nipoti e i cagnolini, e il timore, dice, è di prendere malattie. Vietati cibo e bevande al giardino pubblico di via Giulia, scatta l'ordinanza anti-topi: «I residui hanno favorito una rapida ricostituzione delle colonie» RODITORI EQUILIBRISTI La vicenda era cominciata a giugno, con un video girato dalla vicina di casa: roditori in equilibrio su un cavo. «Ho detto: no, non ci credo. Le pantegane che camminano sul filo? Non ci posso credere». E invece era proprio così. All'inizio erano cinque, poi il numero è cresciuto. Il punto di uscita, secondo le due famiglie, è alla base delle grandi piante di alloro della proprietà confinante, dove pare siano situate le tane. «Quando dico che spuntano dagli alberi, le persone ridono, perché dicono che è impossibile, ma è da li che vengono». L'episodio che ha fatto scattare la protesta è del 9 luglio, il compleanno della figlia, festeggiato all'aperto: un animale è passato sotto la sedia della ragazza. «Lei ha fatto un salto, si è messa paura, poverina!». Da lì il rimpallo con gli uffici, che la residente ricostruisce come un percorso a vuoto: mail ripetute alla Polizia locale, un sopralluogo arrivato «dopo un mesetto», lo sfalcio dell’erba come unico esito. Poi il tentativo con l'azienda sanitaria: «Abbiamo chiamato l'Asfo e ci hanno detto che li deve contattare il Comune». LE CAUSE Il sindaco, Antonio Del Fiol, con una nota, circoscrive il caso: «la presenza di ratti non deriva da un problema diffuso sul territorio comunale, ma da una situazione circoscritta e ben individuata, riconducibile alla mancata cura del giardino e della rimessa di una proprietà privata», legata alle condizioni di fragilità di una persona anziana non più in grado di provvedere alla manutenzione. Il Comune si è mosso su due binari: l'attivazione dei servizi sociali a sostegno di chi è in difficoltà e «un intervento massivo esteso all'intera zona, comprese le aree pubbliche limitrofe e le tane segnalate dai residenti». Sui tempi il primo cittadino mette le mani avanti: «Non esistono soluzioni miracolose, né immediate». La derattizzazione procede per gradi, «perché i ratti sono animali diffidenti verso ogni novità» e le esche sono formulate per non agire subito, così che la colonia non colleghi il pericolo al prodotto. I risultati si vedono nell'arco di alcuni giorni, la normalizzazione completa richiede una-due settimane. «Nei primissimi giorni è persino possibile notare una maggiore presenza in superficie: è una fase attesa, non un segnale di fallimento». Del Fiol chiede anche di non lasciare rifiuti o alimenti all'aperto e suggerisce ai privati di affiancare, al trattamento pubblico, alcune esche in postazioni chiuse. La segnalatrice riferisce di averne parlato ieri mattina, al telefono, con il sindaco, con toni accesi da entrambe le parti. «Non mi sembra una cosa giusta e corretta che mi debba ritrovare pantegane morte davanti a casa». Del Fiol, dal canto suo, assicura che la derattizzazione è in corso e chiede di non giudicarla «dalle prime quarantott'ore». Se ne riparlerà tra qualche giorno.







