BELLUNO - Infermieri cercansi. Non è una novità. Ma ora lo sguardo della Regione Veneto va oltreoceano, mettendo Belluno nel ruolo di campo base di un progetto pilota che vedrà i risultati concreti a metà del 2027. I contatti con le Università di Porto Alegre e Buenos Aires sono nel mirino. Così come con le Ambasciate di Argentina e Brasile. Lo scopo è creare un canale proprio nei Paesi dove i discendenti veneti sono numerosi. Non si tratta di un semplice reclutamento, come poteva essere l’avviso pubblico per l’ingaggio di medici stranieri pubblicato da Azienda Zero, peraltro oggetto di un’impugnazione giudiziaria da parte degli Ordini, poi ritirata in seguito alla riapertura del confronto. In questo caso è in corso un’operazione ben più complessa che prende sottobraccio punti fermi come formazione, attrattività, accoglienza. Così come un paletto riguarda la conoscenza della lingua italiana (livello B2), oltre alla verifica dei titoli specifici. L’ha spiegato Gino Gerosa, assessore alla Sanità nella giunta Stefani, partecipando ieri a Palazzo dei Rettori alla presentazione ufficiale dell’iniziativa, ospite del prefetto Antonello Roccoberton: «Abbiamo scelto Belluno perché qui l’ecosistema è favorevole, ci sono le condizioni ideali per testare il progetto, per capire come gestire al meglio anche l’integrazione. Si è tenuto conto della presenza nel territorio di una rete istituzionale e formativa e associativa molto favorevole, del legame storico con le comunità dell’emigrazione veneta e bellunese all’estero, della presenza della sede a Feltre del corso di laurea in Infermieristica».
Infermieri cercansi: il Veneto li recluterà in Brasile e Argentina. «Lavoreranno a Belluno»
BELLUNO - Infermieri cercansi. Non è una novità. Ma ora lo sguardo della Regione Veneto va oltreoceano, mettendo Belluno nel ruolo di campo base di un progetto pilota che...






