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In Italia ci sono pochi infermieri rispetto alla richiesta, e per risolvere questo problema diverse regioni hanno assunto negli ultimi anni migliaia di infermieri da altri paesi. La Lombardia per esempio ha assunto lavoratori e lavoratrici da Argentina, Paraguay e Uzbekistan, il Piemonte da India e Albania. Parlando con il Corriere della Sera, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha detto che sta lavorando per poter assumere altri infermieri dall’India. Diceva la stessa cosa un anno fa, ma questo non significa che nel frattempo non sia stato fatto nulla: tra le altre cose il ministero ha tentato di rendere più attrattiva la professione alzando gli stipendi, ma il problema ha dimensioni tali che per risolverlo serve tempo, e un’unica soluzione non esiste.
In Italia gli infermieri sono circa il 20 per cento in meno rispetto alla media dei paesi dell’OCSE, l’organizzazione che comprende alcuni tra i paesi più industrializzati al mondo: sono 6,5 ogni 1000 abitanti, in Francia sono 8,8, in Germania 12. Per rimpolpare l’organico in poco tempo l’unico modo è appunto assumerli da altri paesi, e infatti secondo le stime dell’Associazione medici di origine straniera in Italia (AMSI), gli infermieri stranieri in Italia sono 43.600, circa il 10 per cento del totale.












