VENETO - Sono almeno tremila gli operatori socio-sanitari (oss) che mancano all’appello in Veneto: un numero enorme e che rischia di mettere seriamente a rischio la continuità dei servizi. A denunciare la situazione è il presidente di Uripa (Unione regionale istituti per anziani della regione veneta) Roberto Volpe: «La carenza di personale non è più un’emergenza contingente ma un problema strutturale». Di qui la proposta dell’associazione, che ha da poco predisposto un accordo quadro per portare in Veneto personale formato dal Brasile e dalla Repubblica Dominicana.
Secondo il report pubblicato da Uripa, sono già almeno 10mila gli anziani veneti che aspettano un posto in una casa di riposo. E nei prossimi anni, come è stato tante volte sottolineato guardando le previsioni sull’invecchiamento della popolazione, la situazione non può che peggiorare. Una delle ragioni oggettive è il calo demografico: da un lato ci sono ancora i figli di una generazione estremamente prolifica, che si stanno trasformando in un esercito di anziani bisognosi di cure. Dall’altro ci sono le nuove generazioni, sempre più esigue nel numero. «E questo – tiene a sottolineare Volpe – significa tante volte un unico figlio che deve prendersi cura dei genitori, ma anche meno lavoratori. Il motivo per cui fatichiamo a trovare personale sanitario è anche che se ci sono pochi giovani, per forza di cose, è anche più difficile trovarne da formare». Oggi, in Veneto, gli anziani over 80 sono poco meno di 400mila (382.906). Entro il 2050, secondo le previsioni, arriveranno ad essere 681.573. In percentuale, passeranno dal 7,8% al 14,5% della popolazione. In sintesi, ci saranno molti più anziani, per il 60% soli, a fronte di una popolazione residente in continua diminuzione.






