BELLUNO - Le sciate d'estate devono attendere. Non perché la pista sintetica del Nevegal non sia pronta. No, il motivo è un altro. E ben più banale: la società che gestisce la ski area del Colle non sa se lo skilift può essere aperto in assenza di neve. Così ha detto il sindaco rispondendo a una precisa interrogazione presentata dal Pd in consiglio comunale, venerdì scorso. Una risposta che però, lungi dal dipanare le nuvole che da tempo aleggiano sull'impianto, apre ulteriori dubbi. Uno su tutti, espresso dalla consigliera Dem Maria Teresa Cassol: «Che senso ha investire in una pista sintetica senza sapere se può essere utilizzata oppure no?». Già, domanda legittima. Domanda che si stanno ponendo anche diversi appassionati del Nevegal. Perché la pista sintetica era stata presentata come l'alternativa alla neve. E perfetta da utilizzare anche in estate. Solo che dopo l'inaugurazione, avvenuta a fine ottobre, la “lingua verde” non è mai stata utilizzata, se non d’inverno, ma con la neve sopra. E anche in queste giornate in cui il Colle vive le sue migliori giornate di turismo, è lì ferma e inattiva.
Dolomiti Ski Line, la società proprietaria della ski area e degli impianti di risalita, aveva assicurato qualche settimana fa che in estate la pista sarebbe stata attivata. Solo che il calendario dice che l'estate ha già vissuto metà del suo corso. E a chi sui social chiede a Ski Line quando si potrà provare la “sciata su plastica”, la società risponde così: «Potremmo farla provare non appena sarà concluso il procedimento tecnico-amministrativo. La sciovia in una pista sintetica è una fattispecie innovativa e noi, con il nostro direttore d'esercizio, abbiamo ritenuto opportuno confrontarci con gli enti competenti per individuare l'iter procedurale più prudenziale». I DUBBI Più o meno è quanto ha risposto il sindaco all'interrogazione presentata dal Pd nell'ultimo consiglio comunale. «La pista sintetica è stata presentata come una delle strutture di questo tipo più estese d'Italia, in grado di accompagnare la destagionalizzazione del turismo in Nevegal, realizzata anche con contributi pubblici e fondi ministeriali» la premessa delle consigliere Cassol e Bettiol, che poi sono andate dritte al punto con una serie di domande: «L'opera è stata collaudata? L'iter amministrativo ed economico-finanziario si è concluso correttamente? Quali sono stati i dati effettivi di affluenza e presenza registrati nella stagione invernale? Perché finora la pista non è stata aperta?». LA RISPOSTA Ecco, la mancata apertura è il nodo principale. Perché il sindaco, in consiglio comunale, ha risposto chiaramente che su collaudo e tutto il resto non ci sono problemi. «Siccome l'oggetto dell'interrogazione non riguarda opere o contributi gestiti dal Comune, bensì dalla società privata Ski Line, ho provveduto a estendere i quesiti alla società stessa e questo è quanto mi hanno detto» la premessa del sindaco. «Relativamente all’utilizzo estivo della sciovia, la mancata apertura al pubblico non è riconducibile a problematiche economiche, ambientali o contrattuali: il traino degli utenti su una pista sintetica rappresenta una fattispecie innovativa per la quale non risultano ancora consolidate pratiche amministrative e tecniche. Proprio per tale ragione la società, d'intesa con il direttore di esercizio, ha ritenuto opportuno confrontarsi – prima di attivare l'impianto - con gli enti competenti, al fine di individuare l'iter più prudenziale». Talmente prudenziale da non aprire. Almeno per il momento.






