BELLUNO - Senza il Nevegal lo sci bellunese è morto? La domanda sorge spontanea, dal momento che generazioni di bellunesi hanno mosso i primi passi proprio sul Colle. Poi, la Coca, le Erte e la Lieta, per non parlare delle piste in Faverghera, famosi campi di gara per atleti che hanno fatto dello sci la loro professione. «È impossibile negare che il Nevegal sia una stazione sciistica dal valore inestimabile assicurano dalla Federazione italiana sport invernali : ha avvicinato allo sci i bellunesi, ma anche gli abitanti della pianura veneta. La logistica è tutta dalla sua parte. Arrivare in Nevegal è facile; è a un tiro di schioppo dall'uscita dell'autostrada e in circa un quarto d'ora lo si raggiunge dal centro di Belluno».
Nevegal, impianti spenti. E la scuola sci resta al palo: «Le richieste ci sono, mancano le piste». La desolazione sul Colle
Nevegal comodo, quindi. Ma intanto gli sport a contatto con la neve stanno diventando sempre più impegnativi da un punto di vista economico. Nei comprensori afferenti a Dolomiti Superski uno skipass giornaliero costa fino a 86 euro , contro i 67 del 2021. Da qui nasce, in modo naturale, una riflessione: anziché scegliere le stazioni più blasonate e i comprensori grandi, non è meglio prediligere le piccole località di valle? «Non si vuole togliere lustro alle stazioni sciistiche dalla superficie sciabile importante continuano dalla Fisi però ci sono realtà che, seppur piccole, hanno sempre assicurato ottime prestazioni, diventando punto di riferimento per l'avviamento al mondo della neve sia per grandi sia per piccini, con prezzi calmierati e maggiormente accessibili, soprattutto per le famiglie. Poi, si sono affermati come palestre grazie alla presenza capillare di maestri qualificati e scuole sci dalla comprovata esperienza nella didattica».






