Quando la prima ruspa è arrivata al Bosco Ospizio, questa mattina alle 6.30, ha trovato un centinaio di persone ad aspettarla.
Era previsto per oggi l’avvio dei lavori nello spazio verde di Reggio Emilia, un’area di 45mila metri quadri dove sorgeva l’ospizio che dava il nome al quartiere, poi demolito. Il parco, nel frattempo, si è rinaturalizzato formando un’area boschiva che è diventata un polmone verde per la città, acquistata dal Conad Centro Nord nel 2015 nell’ambito di un intervento che prevede l’edificazione del 70% dell’area e la destinazione ad attività pubbliche e commerciali. L’opera ha incontrato l’opposizione di cittadini e associazioni, che dal 2024 si sono organizzati in un’assemblea che si è opposta al progetto attraverso raccolte firme, petizioni online, iniziative e presidi. Ma la firma sulla convenzione è stata apposta prima ancora che potesse presentare la mozione di iniziativa popolare al Consiglio comunale, mentre il ricorso al Tar per sospendere i lavori è stato rigettato. Il Comune di Reggio Emilia rivendica di aver trovato un compromesso: la costruzione, insieme al Conad, anche di una biblioteca pubblica e di una casa della salute, insieme alla tutela di alcune aree verdi. Per gli attivisti non basta.









