Dopo la decisione del Tar di Parma sull’istanza cautelare relativa al Bosco Ospizio, Legambiente Reggio Emilia e Wwf Emilia Centrale tornano a chiedere lo stop ai lavori, contestando la lettura secondo cui la vicenda giudiziaria sarebbe ormai conclusa. Le due associazioni ribadiscono che il ricorso è ancora pendente nel merito e invitano Comune e Conad ad attendere la sentenza definitiva prima di avviare il cantiere.

"Il ricorso non è stato bocciato e la giustizia amministrativa non ha messo alcuna parola fine alla vicenda – afferma Legambiente –. Il Tar si è espresso esclusivamente sulla richiesta di sospensiva dei lavori, mentre le questioni urbanistiche e ambientali sollevate dai ricorrenti devono ancora essere esaminate". L’associazione contesta inoltre le dichiarazioni secondo cui nell’area "non risulta individuabile alcun bosco urbano". "Un ecosistema non nasce né scompare per decreto burocratico - sottolinea -. I 45mila metri quadrati di vegetazione e alberi adulti costituiscono un polmone verde che protegge il quartiere dalle isole di calore".

Sulla stessa linea anche il Wwf Emilia Centrale, che richiama l’ondata di caldo di questi giorni. "Mentre istituzioni ed esperti ribadiscono la necessità di aumentare il patrimonio arboreo delle città, appare incomprensibile cancellare circa cinque ettari di bosco urbano, un ecosistema che garantisce già oggi servizi ambientali fondamentali". Secondo il presidente Daniele Bigi, "un nuovo impianto arboreo potrà offrire gli stessi benefici soltanto tra molti decenni".