La Tidestromia oblongifolia, una pianta del deserto che prospera nella Death Valley, riesce a tollerare temperature che d’estate superano i 50 °C: “Resiste grazie a un meccanismo di raffreddamento delle foglie mai descritto prima ”.
La Tidestromia oblongifolia prospera nella Death Valley, dove d'estate le temperature superano regolarmente i 50 °C. Credit: Stan Shebs/Wikiedia Commons
La Tidestromia oblongifolia, una pianta del deserto che prospera nella Death Valley, riesce a sopravvivere al caldo estremo grazie a un meccanismo di raffreddamento delle foglie mai osservato prima. Lo ha scoperto un team di ricercatori dell’Istituto per la resilienza delle piante della Michigan State University, che ha documentato in che modo questa pianta, nota per essere una delle specie vegetali più resistenti al calore, riesca a tollerare temperature che d’estate superano regolarmente i 50 °C.
Per capire le basi di questo adattamento, i ricercatori hanno coltivato migliaia di piantine dai semi raccolti in tutto l’areale della specie, compresa la Death Valley. Hanno quindi sottoposto le piante a un regime termico, acclimatandole gradualmente prima di esporle a una temperatura di 60 °C per sei-otto ore al giorno per più di una settimana. I risultati dei test sono descritti in uno studio in preprint su bioXriv. Non tutte le piante sono sopravvissute, ma quelle più tolleranti al caldo mostravano una caratteristica comune: osservate con una termocamera a infrarossi, avevano le foglie di circa 10 °C più fredde rispetto alla temperatura dell’aria. Nei casi più estremi, la differenza raggiungeva addirittura i 13 °C.








